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IL MORTO DI FAME
Un aereo con una delegazione di scienziati precipita su
un'isola deserta e i superstiti sono solo, guarda caso,
un ingegnere, un fisico ed un matematico. Unico mezzo
di sostentamento la scatolette di carne trasportate
dall'aereo. Subito si scatena una rissa per la scelta
del metodo con cui aprire le scatolette e alla fine
decidono di dividere la carne in tre parti e di aprire
separatamente le latte. Dopo tre mesi arrivano i
soccorsi e incontrano l'ingegnere, pingue, che con la
fibbia dei pantaloni aveva costruito un apriscatole. I
soccorritori cominciano le ricerche e poco dopo
individuano il fisico, fortemente denutrito, che spiega
di aver trovato la frequenza di risonanza a cui la
scatoletta si apre da sola, quindi colpendo
ripetutamente il coperchio con un sassolino prendeva la
carne. Dopo altre ricerche i soccorritori si imbattono
in un cadavere che riconoscono subito come il
matematico, morto di fame. Accanto al corpo trovano una
grossa risma di fogli bruciacchiati pieni di formule ed
equazioni. Sulla prima pagina si legge "Supponiamo per
assurdo che le scatolette siano aperte...".
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